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Bill Frisell Trio - Opening act Unscientific Italians

Bill Frisell Trio - Opening act Unscientific Italians


Event Ended
Tuesday 21 Nov 2023 21:15 23:15



21 novembre 2023

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Bill Frisell, chitarra
Thomas Morgan, contrabbasso
Rudy Royston, batteria

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Alfonso Santimone, pianoforte e direzione; Mirco Rubegni e Fulvio Sigurtà, trombe e flicorni; Filippo Vignato e Federico Pierantoni, tromboni; Cristiano Arcelli, Piero Bittolo Bon, Francesco Bigoni, Rossano Emili, sassofoni e clarinetti; Danilo Gallo, contrabbasso; Zeno De Rossi, batteria

Bill Frisell (nato a Baltimora nel 1951) è uno dei guitar heroes del jazz dagli anni Ottanta a oggi. Su raccomandazione di Pat Metheny, il suo esordio discografico avviene per l’etichetta ECM, che gli permette di esprimersi sia come leader che come chitarrista ‘della casa’ (in particolare per Paul Motian e Jan Garbarek). Seguono poi gli anni della maturità con l’etichetta Nonesuch, che lo vedono trasformarsi nel campione della svolta postmoderna della musica improvvisata. Frisell è riuscito a raggiungere una fama planetaria pur essendo a tutti gli effetti un avanguardista (indimenticabili le sue collaborazioni con John Zorn e Tim Berne). Attratto da collaborazioni con le star del rock (Ginger Baker, Marianne Faithfull, Elvis Costello) e dalle musiche per il cinema (memorabili le sue sonorizzazioni dei film di Buster Keaton), ha poi imboccato una strada decisamente personale, esplorando le radici della musica americana (country, bluegrass) con i mezzi espressivi dell’improvvisazione jazzistica.

Finalmente libero dagli stringenti vincoli discografici della sua storica etichetta, Bill Frisell negli ultimi anni si è abbandonato a una più frequente documentazione delle sue innumerevoli band e scorribande musicali, con i loro contrasti espressivi a tinte forti: musica metropolitana a braccetto con sonorità rurali, postmodernismo e primitivismo come due vicini di casa, stilemi di genere estremamente definiti e improvvisi pastiches nei quali gli stili vengono bellamente frullati assieme, un effetto ping pong tra sperimentazione e tradizione. Frisell è tra l’altro uno dei pochi maestri che sanno trasformare l’avanguardia in una esperienza d’ascolto dal coinvolgimento e la fascinazione immediati.

Unscientific Italians fu tenuto a battesimo nel 2008 in occasione di una piccola rassegna organizzata dal Centro d’Arte di Padova. Tempo di debuttare e, come spesso accade a produzioni originali ed elaborate, finiva già nel proverbiale cassetto. Ma il programma musicale era troppo appetitoso e l’organico artistico troppo ben congegnato perché fosse buttata via la chiave. E finalmente, nel 2019, scoccò l’ora della rinascita. Nonostante nel frattempo fosse passato un decennio, il revival conservava un organico quasi identico all’originale (con l’uscita dal cast di Achille Succi e Mauro Ottolini), con l’identikit orchestrale di una all stars che raccoglie i più autorevoli esecutori di quella fervida scena jazz che non è assolutamente mainstream ma che non è neanche votata alla radicalità. Sotto la direzione di Alfonso Santimone, giovani talenti o professionisti affermati che siano, sono tutti modernisti pronti a ogni evenienza, caratteristica imprescindibile quando si tratta di suonare la musica di Bill Frisell, riarrangiata in maniera da mettere in risalto sia le interazioni solistiche che quelle collettive, sviluppandone gli aspetti strutturali e timbrici.

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