Ferai: Occhi di cuore nero
"Occhi di cuore nero" è uno spettacolo teatrale scritto da Ga e Andrea Ibba Monni e ispirato al racconto "The Country of the Blind" di H.G. Wells.
Questa adattazione post-apocalittica esplora temi profondi come la percezione della realtà, l'amore e l'integrazione in una comunità isolata, con un cast corale che porta in scena personaggi vividi e memorabili.
Un'opera intensa e poetica che sfida le convenzioni sensoriali e sociali, è un invito a riflettere su cosa significhi "vedere" veramente, in un contesto di grande impatto emotivo e visivo.
Trama:
In un mondo devastato da un'apocalisse nucleare, il giovane Nolima precipita nella misteriosa Valle di Lanattu, abitata da un popolo cieco che vive in armonia basandosi su tatto, udito, olfatto e gusto. Inizialmente deriso come "animale delle montagne" per la sua vista – un senso sconosciuto e inutile ai locali – Nolima si innamora di Medina, considerata brutta dalla comunità ma bellissima ai suoi occhi, scatenando conflitti e un viaggio di adattamento. Tra leggende di tesori nascosti, l'arrivo di un avventuriero avido e prove di superiorità sensoriale, Nolima impara che nella terra dei ciechi non è l'"orbo di un occhio" a regnare, ma l'umiltà e l'amore che lo rendono "un uomo fra uomini".
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Description
"Occhi di cuore nero" è uno spettacolo teatrale scritto da Ga e Andrea Ibba Monni e ispirato al racconto "The Country of the Blind" di H.G. Wells.
Questa adattazione post-apocalittica esplora temi profondi come la percezione della realtà, l'amore e l'integrazione in una comunità isolata, con un cast corale che porta in scena personaggi vividi e memorabili.
Un'opera intensa e poetica che sfida le convenzioni sensoriali e sociali, è un invito a riflettere su cosa significhi "vedere" veramente, in un contesto di grande impatto emotivo e visivo.
Trama:
In un mondo devastato da un'apocalisse nucleare, il giovane Nolima precipita nella misteriosa Valle di Lanattu, abitata da un popolo cieco che vive in armonia basandosi su tatto, udito, olfatto e gusto. Inizialmente deriso come "animale delle montagne" per la sua vista – un senso sconosciuto e inutile ai locali – Nolima si innamora di Medina, considerata brutta dalla comunità ma bellissima ai suoi occhi, scatenando conflitti e un viaggio di adattamento. Tra leggende di tesori nascosti, l'arrivo di un avventuriero avido e prove di superiorità sensoriale, Nolima impara che nella terra dei ciechi non è l'"orbo di un occhio" a regnare, ma l'umiltà e l'amore che lo rendono "un uomo fra uomini".