Il teschio e la farfalla: simboli e misteri in Certosa

Culture
Il teschio e la farfalla: simboli e misteri in Certosa

Dates

Thursday
29 Jul 2021
18:30
Thursday
29 Jul 2021
20:30
Thursday
19 Aug 2021
20:30
Thursday
23 Sep 2021
18:30
Thursday
23 Sep 2021
20:30

Organized by

Description

LA VISITA GUIDATA IN PRESENZA
Nulla è casuale in Certosa: anche i più piccoli dettagli di un monumento o di una statua hanno un significato.

Delicate statue alate, allegorie vigorose e simboli arcani ci parlano delle virtù e del carattere delle persone a cui i monumenti sono dedicati.

Anche le nostre guide si faranno evanescenti per parlavi “da un altro tempo e da un altro luogo” di misteriosi significati.

Seguiteci tra chiostri, logge e sale, alla scoperta di teschi, leoni, grifoni, sfingi e serpenti attorcigliati in percorso notturno tra arte, letteratura e mistero.

LA CERTOSA: DAL MONASTERO….
Il monastero certosino di San Girolamo della Certosa fu fondato alla metà del 1300 fuori dall’area urbana, servito dal Canale di Reno, da Via Saragozza e Via San Felice (via Emilia).

A guida del monastero venne scelto, a partire dal 1407, il beato Niccolò Albergati.

Divenuto vescovo di Bologna nel 1417 accolse, tra i suoi segretari, due futuri pontefici: Niccolò V (Tommaso Parentucelli) e Pio II (Enea Silvio Piccolomini).

I due elargirono poi, al monastero, opere d’arte e privilegi.

….al Cimitero

Nel 1796 le soppressioni degli ordini monastici, volute da Napoleone Bonaparte, portarono alla chiusura di conventi e monasteri.

I religiosi furono rimandati alle famiglie d’origine mentre i locali vennero riutilizzati per fini civili o venduti a privati.

La Certosa rimase a lungo inutilizzata, poichè troppo vasta e collocata al di fuori dell’area urbana.

Nel 1801 il Comune di Bologna decise la creazione di un grande cimitero extraurbano, dove convogliare tutte le salme dei bolognesi che in precedenza erano sepolti presso le singole parrocchie.

I ricchi, infatti, trovavano ospitalità nelle cappelle gentilizie, mentre i poveri venivano seppelliti in terra nei piccoli cimiteri annessi alle chiese.

Nel 1804 Napoleone emanò l’Editto di Saint Cloud costringendo tutte le città del suo regno a creare dei cimiteri fuori dalle città: quello di Bologna, già esistente dal 1801 diventò pertanto il CIMITERO MODERNO PIÙ ANTICO D’EUROPA.

Da allora il Cimitero della Certosa accoglie i bolognesi, rappresentando un libro aperto sulla storia, un grande museo a cielo aperto che racconta le vicende dei nostri antenati a chi le sa ascoltare.

ATTENZIONE: per FOTOGRAFARE occorre avere il permesso che viene rilasciato gratuitamente e UNICAMENTE dagli uffici dei Servizi Cimiteriali. Scaricare qui il modulo FOTO, compilarlo e inviarlo, insieme alla scansione di un documento di identità all’indirizzo direzione@bolognaservizicimiteriali.it (tel. 051.6150882) qualche giorno prima della visita guidata

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