Presentazione Collettivo Rotte Balcaniche
Il Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino nasce con l’obiettivo di sostenere attivamente le persone migranti (persone in movimento-people on the move) in tutto il mondo, con un’attenzione particolare a chi percorre la rotta balcanica.
Il Collettivo prende forma dall’esigenza di osservare, raccontare e soprattutto agire lungo una delle rotte migratorie più complesse e meno visibili d’Europa: la rotta balcanica.
Attraverso attività di monitoraggio, raccolta di testimonianze e sensibilizzazione sul territorio, il collettivo lavora per portare attenzione sulle condizioni delle persone in movimento, spesso segnate da violazioni dei diritti umani e da contesti di forte vulnerabilità.
Da alcuni anni è particolarmente attivo in Bulgaria, al confine con la Turchia, dove ha contribuito a sviluppare un corridoio umanitario per prestare soccorso alle persone lungo la frontiera che rischiano il respingimento violento o, spesso, la vita.
In questa occasione, il collettivo presenterà il lavoro che porta avanti sul campo, frutto di anni di presenza, ascolto e intervento diretto. Una presentazione che e' anche e soprattutto una denuncia del sistema disumanizzante, illegale e violento supportato dall'Unione Europea.
🎟️ Ingresso libero
Dates
Description
Il Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino nasce con l’obiettivo di sostenere attivamente le persone migranti (persone in movimento-people on the move) in tutto il mondo, con un’attenzione particolare a chi percorre la rotta balcanica.
Il Collettivo prende forma dall’esigenza di osservare, raccontare e soprattutto agire lungo una delle rotte migratorie più complesse e meno visibili d’Europa: la rotta balcanica.
Attraverso attività di monitoraggio, raccolta di testimonianze e sensibilizzazione sul territorio, il collettivo lavora per portare attenzione sulle condizioni delle persone in movimento, spesso segnate da violazioni dei diritti umani e da contesti di forte vulnerabilità.
Da alcuni anni è particolarmente attivo in Bulgaria, al confine con la Turchia, dove ha contribuito a sviluppare un corridoio umanitario per prestare soccorso alle persone lungo la frontiera che rischiano il respingimento violento o, spesso, la vita.
In questa occasione, il collettivo presenterà il lavoro che porta avanti sul campo, frutto di anni di presenza, ascolto e intervento diretto. Una presentazione che e' anche e soprattutto una denuncia del sistema disumanizzante, illegale e violento supportato dall'Unione Europea.
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