Protagoniste - Marta Cuscuna - Sorry, Boys
di e con Marta Cuscunà
progettazione e realizzazione teste mozze Paola Villani
assistenza alla regia Marco Rogante
animazioni grafiche Andrea Pizzalis
coproduzione Centrale Fies cura Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemi
Partendo da un fatto di cronaca – la gravidanza condivisa di diciotto ragazze adolescenti – Marta Cuscunà, accompagnata da dodici teste animatroniche, compie un’analisi della società contemporanea, tra violenza di genere, tabù e modelli di mascolinità.
Nel nero della scena, due schiere di teste mozze. Da una parte gli adulti: i genitori, il preside, l’infermiera della scuola. Dall’altra i giovani maschi, i padri adolescenti. Sono tutti appesi come trofei di caccia, inchiodati con le spalle al muro da una vicenda che li ha trovati impreparati. I fatti sono realmente accaduti nella scuola superiore di Gloucester, in Massachusetts. Diciotto ragazze incinte contemporaneamente – numero quattro volte sopra la media – e non per tutte sembra trattarsi di un incidente. Alcune delle giovani avrebbero pianificato insieme la loro gravidanza, come parte di un patto segreto, per crescere i bambini in una specie di comune femminile. Giornalisti da ogni dove accorrono nel tentativo di trovare una spiegazione per un patto di maternità così sconvolgente: una di loro confessa di aver voluto creare un piccolo mondo nuovo dopo aver assistito a un femminicidio.
Nel testo dello spettacolo sono presenti alcuni riferimenti sessuali espliciti e la f-word (termine dispregiativo per la parola “gay”)
TW: femminicidio
Dates
Description
di e con Marta Cuscunà
progettazione e realizzazione teste mozze Paola Villani
assistenza alla regia Marco Rogante
animazioni grafiche Andrea Pizzalis
coproduzione Centrale Fies cura Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemi
Partendo da un fatto di cronaca – la gravidanza condivisa di diciotto ragazze adolescenti – Marta Cuscunà, accompagnata da dodici teste animatroniche, compie un’analisi della società contemporanea, tra violenza di genere, tabù e modelli di mascolinità.
Nel nero della scena, due schiere di teste mozze. Da una parte gli adulti: i genitori, il preside, l’infermiera della scuola. Dall’altra i giovani maschi, i padri adolescenti. Sono tutti appesi come trofei di caccia, inchiodati con le spalle al muro da una vicenda che li ha trovati impreparati. I fatti sono realmente accaduti nella scuola superiore di Gloucester, in Massachusetts. Diciotto ragazze incinte contemporaneamente – numero quattro volte sopra la media – e non per tutte sembra trattarsi di un incidente. Alcune delle giovani avrebbero pianificato insieme la loro gravidanza, come parte di un patto segreto, per crescere i bambini in una specie di comune femminile. Giornalisti da ogni dove accorrono nel tentativo di trovare una spiegazione per un patto di maternità così sconvolgente: una di loro confessa di aver voluto creare un piccolo mondo nuovo dopo aver assistito a un femminicidio.
Nel testo dello spettacolo sono presenti alcuni riferimenti sessuali espliciti e la f-word (termine dispregiativo per la parola “gay”)
TW: femminicidio