Restituire - L'elefante nella stanza dei musei occidentali
Incontro in occasione della presentazione del libro ๐น๐๐๐๐๐๐๐๐๐. ๐ณ’๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ di ๐๐๐ซ๐ข๐ ๐๐ข๐ ๐๐ฎ๐๐ซ๐ฆ๐๐ง๐๐ข, Nomos Editore 2026.
Dialogano con l'autrice, ๐๐๐ฏ๐ข๐๐ ๐๐จ๐ฆ๐๐ง๐ข๐๐ข - Università di Bologna e ๐๐๐๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ก๐๐ซ๐ฆ๐๐ง๐๐ข, scrittrice, narratrice e musicista italo-etiope.
IL LIBRO
Per oltre un secolo, il dibattito sulle restituzioni dei patrimoni sottratti durante l’espansione coloniale è rimasto chiuso in un sistema di regole costruito dall’Occidente per proteggere se stesso e assetti di potere consolidati. Convenzioni internazionali, principi di non retroattività e narrative museali hanno trasformato la questione in un campo minato di ambiguità, ritardi e resistenze ideologiche. Restituire ricostruisce, con precisione storica e lucidità critica, l’articolato percorso che ha por- tato il tema delle restituzioni dalle aule ONU alle politiche dei musei, dalle rivendicazioni dei Paesi africani alle lotte delle comunità indigene nelle cosiddette settlement colonies. Esaminando passaggi normativi chiave – dalla Convenzione UNESCO del 1970 all’UNIDROIT del 1995 –, il libro mostra come il diritto internazionale abbia spesso garantito la continuità delle gerarchie coloniali, più che la loro riparazione, depotenziando le richieste di restitu- zione; tuttavia, negli ultimi anni, l’impianto giuridico sembra riflettere un diverso atteggiamento politico e sociale. Nel saggio vengono presentati alcuni casi, dai celebri marmi del Partenone e bronzi del Benin, ad altri meno noti quali le teste degli animali dello zodiaco provenienti dal Palazzo d’Estate di Pechino, scelti come testimoni delle molte fasi che la storia del patrimonio coloniale ha vissuto, nei suoi aspetti politici, etici e legali. Muovendosi tra storia, politica, antropologia e diritto, Restituire rivela i meccanismi di potere che hanno modellato l’idea occidentale di patrimonio culturale e di universalismo museale e mette in luce le visioni alternative emerse da movimenti indigeni e Paesi “source”. Un viaggio nelle contraddizioni ancora aperte della giustizia culturale contemporanea e un invito a ripensare radicalmente il futuro dei musei e delle relazioni globali.
L'AUTRICE
๐๐๐ซ๐ข๐ ๐๐ข๐ ๐๐ฎ๐๐ซ๐ฆ๐๐ง๐๐ข è archeologa classica e consulente UE sui progetti europei nell’ambito delle politiche del patrimonio e docente sui temi della decolonizzazione culturale presso l’Università Cattolica di Milano. È coordinatrice di Emergenza Cultura, membro della rete decoloniale Yekatit 12-19 e autrice di oltre un centinaio di pubblicazioni.
Evento promosso in collaborazione con ๐ง๐จ๐ฆ๐จ๐ฌ ๐๐๐ข๐ญ๐จ๐ซ๐, ๐๐ข๐๐ซ๐๐ซ๐ข๐ ๐๐๐ญ๐ญ๐ ๐๐จ๐ฅ๐ฉ๐ข e ๐๐ข๐๐ฅ๐ข๐จ๐ญ๐๐๐ ๐๐ฆ๐ข๐ฅ๐๐๐ซ ๐๐๐๐ซ๐๐ฅ.
Il libro è disponibile al prestito in biblioteca.
Dates
Description
Incontro in occasione della presentazione del libro ๐น๐๐๐๐๐๐๐๐๐. ๐ณ’๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ di ๐๐๐ซ๐ข๐ ๐๐ข๐ ๐๐ฎ๐๐ซ๐ฆ๐๐ง๐๐ข, Nomos Editore 2026.
Dialogano con l'autrice, ๐๐๐ฏ๐ข๐๐ ๐๐จ๐ฆ๐๐ง๐ข๐๐ข - Università di Bologna e ๐๐๐๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐ก๐๐ซ๐ฆ๐๐ง๐๐ข, scrittrice, narratrice e musicista italo-etiope.
IL LIBRO
Per oltre un secolo, il dibattito sulle restituzioni dei patrimoni sottratti durante l’espansione coloniale è rimasto chiuso in un sistema di regole costruito dall’Occidente per proteggere se stesso e assetti di potere consolidati. Convenzioni internazionali, principi di non retroattività e narrative museali hanno trasformato la questione in un campo minato di ambiguità, ritardi e resistenze ideologiche. Restituire ricostruisce, con precisione storica e lucidità critica, l’articolato percorso che ha por- tato il tema delle restituzioni dalle aule ONU alle politiche dei musei, dalle rivendicazioni dei Paesi africani alle lotte delle comunità indigene nelle cosiddette settlement colonies. Esaminando passaggi normativi chiave – dalla Convenzione UNESCO del 1970 all’UNIDROIT del 1995 –, il libro mostra come il diritto internazionale abbia spesso garantito la continuità delle gerarchie coloniali, più che la loro riparazione, depotenziando le richieste di restitu- zione; tuttavia, negli ultimi anni, l’impianto giuridico sembra riflettere un diverso atteggiamento politico e sociale. Nel saggio vengono presentati alcuni casi, dai celebri marmi del Partenone e bronzi del Benin, ad altri meno noti quali le teste degli animali dello zodiaco provenienti dal Palazzo d’Estate di Pechino, scelti come testimoni delle molte fasi che la storia del patrimonio coloniale ha vissuto, nei suoi aspetti politici, etici e legali. Muovendosi tra storia, politica, antropologia e diritto, Restituire rivela i meccanismi di potere che hanno modellato l’idea occidentale di patrimonio culturale e di universalismo museale e mette in luce le visioni alternative emerse da movimenti indigeni e Paesi “source”. Un viaggio nelle contraddizioni ancora aperte della giustizia culturale contemporanea e un invito a ripensare radicalmente il futuro dei musei e delle relazioni globali.
L'AUTRICE
๐๐๐ซ๐ข๐ ๐๐ข๐ ๐๐ฎ๐๐ซ๐ฆ๐๐ง๐๐ข è archeologa classica e consulente UE sui progetti europei nell’ambito delle politiche del patrimonio e docente sui temi della decolonizzazione culturale presso l’Università Cattolica di Milano. È coordinatrice di Emergenza Cultura, membro della rete decoloniale Yekatit 12-19 e autrice di oltre un centinaio di pubblicazioni.
Evento promosso in collaborazione con ๐ง๐จ๐ฆ๐จ๐ฌ ๐๐๐ข๐ญ๐จ๐ซ๐, ๐๐ข๐๐ซ๐๐ซ๐ข๐ ๐๐๐ญ๐ญ๐ ๐๐จ๐ฅ๐ฉ๐ข e ๐๐ข๐๐ฅ๐ข๐จ๐ญ๐๐๐ ๐๐ฆ๐ข๐ฅ๐๐๐ซ ๐๐๐๐ซ๐๐ฅ.
Il libro è disponibile al prestito in biblioteca.