Se Le Api Sono Poche

Teatro
Se Le Api Sono Poche

Date

Evento concluso
Domenica 26 mar 2023 18:30

Descrizione

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๐Ÿ—“ Domenica 26 marzo ore 18.30
๐Ÿ“Spazio Franco - Cantieri Culturali alla Zisa - Palermo

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info e biglietti: http://www.spaziofranco.com/

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Regia e coreografia di Emilia Guarino
con Futura Bacheca, Bruna Di Figlia, Blanca Lo verde, Ludovica Messina
Musiche di Angelo Sicurella
Luci di Gabriele Gugliara
Produzione Diaria
con Babel e Piccolo Teatro Patafisico
Con il sostegno di Spazio Franco

Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un'ape,
Un trifoglio ed un'ape
E il sogno.
Il sogno può bastare
Se le api sono poche.
(Emily Dickinson, 1755)

Se le api sono poche è un lavoro sulla creatività, quel tipo speciale di creatività propria del gioco, quel luogo sospeso in cui la realtà continua ad esistere e ad essere trascesa: quello spazio terzo in cui tutto può accadere, spazio potenziale, impegno esistenziale che inventa il mondo.
La scintilla di questo lavoro è la relazione tra adulte e bambine, le bambine che siamo state, le adulte che saranno. Questo dialogo è mediato da vecchie coperte di lana all'uncinetto.
Le coperte sono forme e colori, elementi spaziali zoomorfi, forme geometriche, campiture colorate. La scena è uno spazio in cui si giocano forze e direzioni orizzontali, diagonali e verticali tra forme, che si attraggono e si respingono in un equilibrio dinamico fondato su contrasti volumetrici e ritmici che si risolvono in un'unità data dai corpi vivi.
Le coperte sono inesauribile fonte di opportunità: sono tana, ali, tappeti, proteggono, nascondono. La lana è un materiale antico, pesante, ruvido, le coperte sono presenze delle case delle nonne, cucite dalle loro mani.
I corpi che animano le coperte, vengono s-coperti a poco a poco per tornare alla sembianza umana.
Basta una coperta se non abbiamo giocattoli. Basta il sogno, se le api sono poche.
Bambine e adulte risignificano la loro creatività a partire dalla relazione: si rispecchiano le une nelle altre trovando similitudini ma anche differenze, si alleano.
La scrittura coreografica di questo lavoro non è calligrafica, sfugge la ripetizione uguale a se stessa, senza per questo essere imprecisa, per rinnovare il sentire dell'organismo vivo e sensibile che danza nel qui ed ora dell'esperienza, stando a contatto con il proprio vissuto fisico ed emotivo.
La danza delle bambine e il loro modo di stare sulla scena non è così diverso dal modo di stare nella vita, ed esprime un ritmo e una qualità di movimento originaria, anche se mescolata con gli apprendimenti spontaneamente incorporati nello studio della danza.
La sfida è lasciare che l'impulso profondo che muove ciascuna non sia annegato nella forma chiusa e ripetitiva dell'abitudine, che l'educazione e le prove non siano uno sradicamento, ma un fertilizzante.In questo spettacolo i quattro corpi, piccoli e grandi, creano uno spazio vivo, aprono la scena alla vita, sono presenza e organismo che respira ogni volta.

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