Vieni che sistemiamo l'alfabeto degli universi
'Palestinese, perché sono l’esistenza che porta la storia del dolore.'
Con queste parole si racconta ๐๐๐ข๐๐๐ซ ๐๐ฅ-๐๐ก๐๐ณ๐๐ฅ๐ข, ventunenne poeta originario di Gaza, una delle voci più intense e lucide della sua generazione. La sua è una poesia che nasce dall’esperienza diretta della perdita, dello sradicamento e dei continui sfollamenti che hanno segnato la sua giovane vita.
In due anni trascorsi tra fughe forzate e distruzione quotidiana, Haidar ha custodito i suoi versi in uno zaino leggero e nella memoria di un telefono cellulare: frammenti di scrittura salvati come si salvano le cose necessarie per restare umani.
L’incontro sarà un’occasione per ascoltare la sua testimonianza e il suo percorso artistico e personale: dalla vita a Gaza alla partenza attraverso il valico di Kerem Shalom, fino all’arrivo in Italia, dove oggi prosegue gli studi universitari.
La sua poesia non è soltanto racconto del dolore collettivo palestinese, ma anche atto di resistenza culturale, spazio di identità e speranza, tentativo di trasformare la memoria in parola condivisa.
Attraverso letture, dialogo con il pubblico e riflessioni sul ruolo della scrittura nei contesti di conflitto, l’incontro offrirà uno sguardo diretto su come la letteratura possa farsi testimonianza, e strumento di sopravvivenza interiore.
Un’occasione per ascoltare una voce giovane che, partendo dall’esperienza personale, parla al nostro tempo e alla coscienza di tutti.
Dialogano con ๐๐๐ข๐๐๐ซ ๐๐ฅ-๐๐ก๐๐ณ๐๐ฅ๐ข, ๐๐๐ง๐ ๐๐๐ซ๐ ๐ก๐ฆ๐จ๐ฎ๐ง๐ข, ๐๐ก๐ข๐๐ซ๐ ๐ ๐จ๐ง๐ญ๐๐ง๐ e ๐๐ง๐๐ฌ ๐๐๐ญ๐ - Università di Bologna.
L’incontro è possibile grazie alla collaborazione tra l’๐๐ง๐ข๐ฏ๐๐ซ๐ฌ๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐ข ๐๐จ๐ฅ๐จ๐ ๐ง๐, ๐๐๐ฒ๐๐ญ ๐๐ฉ๐ฌ e ๐๐ข๐๐ฅ๐ข๐จ๐ญ๐๐๐ ๐๐ฆ๐ข๐ฅ๐๐๐ซ ๐๐๐๐ซ๐๐ฅ.
Foto courtesy Haidar al-Ghazali.
Dates
Description
'Palestinese, perché sono l’esistenza che porta la storia del dolore.'
Con queste parole si racconta ๐๐๐ข๐๐๐ซ ๐๐ฅ-๐๐ก๐๐ณ๐๐ฅ๐ข, ventunenne poeta originario di Gaza, una delle voci più intense e lucide della sua generazione. La sua è una poesia che nasce dall’esperienza diretta della perdita, dello sradicamento e dei continui sfollamenti che hanno segnato la sua giovane vita.
In due anni trascorsi tra fughe forzate e distruzione quotidiana, Haidar ha custodito i suoi versi in uno zaino leggero e nella memoria di un telefono cellulare: frammenti di scrittura salvati come si salvano le cose necessarie per restare umani.
L’incontro sarà un’occasione per ascoltare la sua testimonianza e il suo percorso artistico e personale: dalla vita a Gaza alla partenza attraverso il valico di Kerem Shalom, fino all’arrivo in Italia, dove oggi prosegue gli studi universitari.
La sua poesia non è soltanto racconto del dolore collettivo palestinese, ma anche atto di resistenza culturale, spazio di identità e speranza, tentativo di trasformare la memoria in parola condivisa.
Attraverso letture, dialogo con il pubblico e riflessioni sul ruolo della scrittura nei contesti di conflitto, l’incontro offrirà uno sguardo diretto su come la letteratura possa farsi testimonianza, e strumento di sopravvivenza interiore.
Un’occasione per ascoltare una voce giovane che, partendo dall’esperienza personale, parla al nostro tempo e alla coscienza di tutti.
Dialogano con ๐๐๐ข๐๐๐ซ ๐๐ฅ-๐๐ก๐๐ณ๐๐ฅ๐ข, ๐๐๐ง๐ ๐๐๐ซ๐ ๐ก๐ฆ๐จ๐ฎ๐ง๐ข, ๐๐ก๐ข๐๐ซ๐ ๐ ๐จ๐ง๐ญ๐๐ง๐ e ๐๐ง๐๐ฌ ๐๐๐ญ๐ - Università di Bologna.
L’incontro è possibile grazie alla collaborazione tra l’๐๐ง๐ข๐ฏ๐๐ซ๐ฌ๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐ข ๐๐จ๐ฅ๐จ๐ ๐ง๐, ๐๐๐ฒ๐๐ญ ๐๐ฉ๐ฌ e ๐๐ข๐๐ฅ๐ข๐จ๐ญ๐๐๐ ๐๐ฆ๐ข๐ฅ๐๐๐ซ ๐๐๐๐ซ๐๐ฅ.
Foto courtesy Haidar al-Ghazali.