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Vipera + Ludo & Sapo [djset]

Vipera + Ludo & Sapo [djset]


Event Ended
Saturday Feb 24, 2024 09:00 pm


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opening: Ludo & Sapo DJSET

→ Apertura porte ore 21.00 / Inizio live ore 21.30
→ Ingresso UP TO YOU

→ Ingresso riservato a socie e soci ARCI *
* è attivo il tesseramento 2023-24, cerca la app TESSERA ARCI e effettua la pre-adesione cercando il nostro circolo!

→ Officina MECA si trova in Viale Cavour 189 a Ferrara, sotto i grattacieli e a due passi dalla stazione FS!


Esce venerdì 1 dicembre Acerbo e divorato, il disco d’esordio di Vipera, pubblicato da Dischi Sotterranei.

Il progetto musicale di Caterina Dufì, artista di origini salentine di stanza a Bologna, è una delle esperienze più illuminanti e sorprendenti in cui un ascoltatore possa immergersi nello scenario artistico contemporaneo.

Registrato e prodotto a Verona da Niccolò Cruciani e suonato in larga parte da lui e Caterina, il disco si compone di otto tracce – sei brani e due intermezzi – dalle sonorità eterogenee.

La scrittura è stata, in questo contesto, il punto di partenza e una costante fonte di trasformazione.

A partire dalla modellazione ritmica degli elementi minimi (sillabe, silenzi) fino alla definizione di una macrostruttura che coinvolge la prosodia dei versi e delle frasi, compaiono a mano a mano gli accenti portanti del testo nella sua interezza.

Il testo, come una prima figura di fiato, lascia scaturire la composizione sonora. Questo lavoro iniziale ha una natura ossea, elementare, che si intreccia e si modifica nel corso di un processo continuo di adattamento, all'interno della relazione con il suono e il ritmo che si sviluppa in fase di registrazione.

Da un punto di vista più ampio, questo secondo lavoro continua il percorso intrapreso nel solco dell’intermedialità con l’EP, Tentativo di Volo (2021). La costruzione sonora si articola in immagini, che si danno quando si attiva la ricerca di un senso sottile presente nei testi, cercando figure, pose, azioni che risuonino con i brani.

“Le immagini e i filmati che sono accanto a questa musica sono intesi come un documento, un archivio di gesti e azioni eseguite o osservate perché il mio stesso corpo potesse provare esperienze costruite su un ipotetico rovescio della vita vera.

Ho cercato di attivare consistenze proprie del sogno, come accade in Sogno steso al sole (quarto brano dell’album) ed esperienze capaci di approfondire una conoscenza interna, che giunge per esempio nell’ osservare e riprodurre la posa al limite dell’equilibrio che ho visto in alcune sculture di Auguste Rodin (Le génie du repos éternel) o nell’ azione esasperata (Il Matto)”.

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