Viro

Giovedì 4 dicembre 2025 ore 21.00
Teatro Unione | Stagione Danza 2025-2026
VIRO
di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Cristian cucco e Filippo Porro
disegno luci Andrea Gentili
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
Viro è un mostro, una creatura tagliata in due che ignara dello scisma, amplifica sdoppiandosi, la sua natura eroicamente autocompiaciuta e depressa. Moderno ferito centauro, contemporaneamente tata tatillo tatone*, virile e virale perché splendidamente banale; bello, sbarbato e ben pettinato, bipolarmente orientato, trascina le sue due parti in una sinergica continuità fisicamente sgrammaticata; con velleitaria movenza elegantemente chip, sciorina buone maniere da social e nel tormento di un pressante ritmo sonoro, agisce i suoi tic gestuali senza mai scomporre il grigio canna di fucile della capigliatura. Con i suoi pensieri, spettinati quelli sì, sfida gli interpreti e le loro maschere nel ciclo continuo dell’incarnarsi in forme nuove, attraverso il destino di una partitura spietata, del resto accessibile ed esigibile solo in uno stato di apnea creativa, unico lasciapassare verso il nuovo stato di coscienza gemellare e lobotomizzato. Blasfemo offertorio di un’eucarestia ribaltata di carne che diventa ostensione maschile senza soffio e spirito, inessenziale e vuota.
*Tata, tatillo, tatone=(Reg) I tre nomi sono impiegati nella lingua napoletana, per designare la figura paterna, seppur con alcune oscillazioni di significato.
Michele Abbondanza
Fitto tratteggio, che a tratti diventa uno scarabocchiare, per un’esposizione dell’Uomo contemporaneo in forma coreografica, attraverso stereotipi e luoghi comuni. La composizione, presa in prestito dalla realtà, è a tratti chirurgica, evoca un tempo estraneo che sa di indeterminatezza, dove fa capolino un’ironia sottile e paradossale a commento di alcune ossessioni della contemporaneità. I gesti appartengono a un istinto collettivo, nel quale ognuno riconosce i segni dell’altro. Due danzatori in scena, uguali, specchi opposti che si confrontano. Due avatar rappresentanti della specie della mascolinità minuscola. Due minuscolisti. In aderenza continua alla musica elettronica di Byetone che nel suo essere quadrata impone il proprio ritmo al racconto, Viro è una partitura sociologica per leggere il nostro tempo e forse comprenderlo, in modo ambivalente come il teatro sa fare.
Antonella Bertoni
Stagione Danza 25 26
Biglietti
Acquistabili presso il botteghino del Teatro e online su Ticketone.
Intero €15,00 + € 1,50 di prevendita
Ridotto €12,00 + € 1,00 di prevendita
Ridotto per le scuole di Danza convenzionate e abbonati €10,00
La biglietteria del Teatro è aperta dal martedì al sabato con orario 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00.
Aperto anche di domenica, con gli stessi orari, solo in caso di spettacoli o altre attività.
Chiuso il lunedì.
Per informazioni: teatrounioneviterbo@gmail.com| Tel. 388 95 06 826
Dates
Description
Giovedì 4 dicembre 2025 ore 21.00
Teatro Unione | Stagione Danza 2025-2026
VIRO
di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Cristian cucco e Filippo Porro
disegno luci Andrea Gentili
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
Viro è un mostro, una creatura tagliata in due che ignara dello scisma, amplifica sdoppiandosi, la sua natura eroicamente autocompiaciuta e depressa. Moderno ferito centauro, contemporaneamente tata tatillo tatone*, virile e virale perché splendidamente banale; bello, sbarbato e ben pettinato, bipolarmente orientato, trascina le sue due parti in una sinergica continuità fisicamente sgrammaticata; con velleitaria movenza elegantemente chip, sciorina buone maniere da social e nel tormento di un pressante ritmo sonoro, agisce i suoi tic gestuali senza mai scomporre il grigio canna di fucile della capigliatura. Con i suoi pensieri, spettinati quelli sì, sfida gli interpreti e le loro maschere nel ciclo continuo dell’incarnarsi in forme nuove, attraverso il destino di una partitura spietata, del resto accessibile ed esigibile solo in uno stato di apnea creativa, unico lasciapassare verso il nuovo stato di coscienza gemellare e lobotomizzato. Blasfemo offertorio di un’eucarestia ribaltata di carne che diventa ostensione maschile senza soffio e spirito, inessenziale e vuota.
*Tata, tatillo, tatone=(Reg) I tre nomi sono impiegati nella lingua napoletana, per designare la figura paterna, seppur con alcune oscillazioni di significato.
Michele Abbondanza
Fitto tratteggio, che a tratti diventa uno scarabocchiare, per un’esposizione dell’Uomo contemporaneo in forma coreografica, attraverso stereotipi e luoghi comuni. La composizione, presa in prestito dalla realtà, è a tratti chirurgica, evoca un tempo estraneo che sa di indeterminatezza, dove fa capolino un’ironia sottile e paradossale a commento di alcune ossessioni della contemporaneità. I gesti appartengono a un istinto collettivo, nel quale ognuno riconosce i segni dell’altro. Due danzatori in scena, uguali, specchi opposti che si confrontano. Due avatar rappresentanti della specie della mascolinità minuscola. Due minuscolisti. In aderenza continua alla musica elettronica di Byetone che nel suo essere quadrata impone il proprio ritmo al racconto, Viro è una partitura sociologica per leggere il nostro tempo e forse comprenderlo, in modo ambivalente come il teatro sa fare.
Antonella Bertoni
Stagione Danza 25 26
Biglietti
Acquistabili presso il botteghino del Teatro e online su Ticketone.
Intero €15,00 + € 1,50 di prevendita
Ridotto €12,00 + € 1,00 di prevendita
Ridotto per le scuole di Danza convenzionate e abbonati €10,00
La biglietteria del Teatro è aperta dal martedì al sabato con orario 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00.
Aperto anche di domenica, con gli stessi orari, solo in caso di spettacoli o altre attività.
Chiuso il lunedì.
Per informazioni: teatrounioneviterbo@gmail.com| Tel. 388 95 06 826