Umberto Galimberti in La Bellezza, Legge Segreta Della Vita
IMPORTANTE!!:
lo spettacolo è spostato al 13 maggio 2026
i biglietti già acquistati rimangono validi per la nuova data
Stagione teatrale 2025-2026
INNOCENTI EVASIONI - ABBONAMENTO A
13 maggio h 21
UMBERTO GALIMBERTI
in
La bellezza, legge segreta della vita
_
๐ Prelazione abbonati scorsa stagione fino al 30 settembre
๐ Nuovi abbonamenti dal 6 ottobre
๐ Biglietti dal 15 ottobre on line e in biglietteria [0516818942 - info@teatrobibiena.it]
-
Il tema della bellezza viene affrontato da Umberto Galimberti, come nel suo stile, con un ritorno alle sorgenti della nostra cultura. Se quella ebraica era una cultura della parola, quella greca era invece una cultura della visione, dominata dal senso della finitudine e della misura. Così anche la bellezza per l’uomo greco antico è ciò che rispetta delle misure, e cioè ha proporzioni calcolabili. Il cristianesimo porterà poi sulla scena un Dio che si fa corpo visibile, dando in questo modo maggior spazio all’immagine e quindi all’arte figurativa. Ma la bellezza è essenzialmente “simbolo”, cioè una dimensione in cui confluisce e si compone il sensibile – ciò che è materiale, che ha a che fare con i sensi, il proprio Io – e il sovrasensibile
Allena lo sguardo alla bellezza: La bellezza è vero, è sempre negli occhi di chi guarda.
La bellezza, intesa come piacere dell’anima nel contemplare e vibrare all’unisono con l’immagine che si palesa davanti agli occhi, ora non solo va ricercata ma va nuovamente ristabilita.
_
Dates
Description
IMPORTANTE!!:
lo spettacolo è spostato al 13 maggio 2026
i biglietti già acquistati rimangono validi per la nuova data
Stagione teatrale 2025-2026
INNOCENTI EVASIONI - ABBONAMENTO A
13 maggio h 21
UMBERTO GALIMBERTI
in
La bellezza, legge segreta della vita
_
๐ Prelazione abbonati scorsa stagione fino al 30 settembre
๐ Nuovi abbonamenti dal 6 ottobre
๐ Biglietti dal 15 ottobre on line e in biglietteria [0516818942 - info@teatrobibiena.it]
-
Il tema della bellezza viene affrontato da Umberto Galimberti, come nel suo stile, con un ritorno alle sorgenti della nostra cultura. Se quella ebraica era una cultura della parola, quella greca era invece una cultura della visione, dominata dal senso della finitudine e della misura. Così anche la bellezza per l’uomo greco antico è ciò che rispetta delle misure, e cioè ha proporzioni calcolabili. Il cristianesimo porterà poi sulla scena un Dio che si fa corpo visibile, dando in questo modo maggior spazio all’immagine e quindi all’arte figurativa. Ma la bellezza è essenzialmente “simbolo”, cioè una dimensione in cui confluisce e si compone il sensibile – ciò che è materiale, che ha a che fare con i sensi, il proprio Io – e il sovrasensibile
Allena lo sguardo alla bellezza: La bellezza è vero, è sempre negli occhi di chi guarda.
La bellezza, intesa come piacere dell’anima nel contemplare e vibrare all’unisono con l’immagine che si palesa davanti agli occhi, ora non solo va ricercata ma va nuovamente ristabilita.
_