Giovanni Truppi
Singer

Giovanni Truppi

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È ancora possibile associare qualcosa di nuovo alla parola cantautore?

La presenza di Giovanni Truppi all'imminente Festival di Sanremo ci dice di sì.

La scelta di includere tra i concorrenti "l'erede di quella scuola meravigliosa di cantautori che ci appartiene", come lo ha felicemente definito il direttore artistico Amadeus, arriva a premiare il percorso di un artista che in poco più di un decennio e in cinque dischi ha saputo mettere in mostra le proprie qualità migliori: una scrittura musicale varia, capace di attingere in egual misura da linguaggi diversi come il jazz, il blues, il rock, il punk e la canzone d’autore, unendoli ad un’inventiva metrica che nel canto spesso comprime e strizza o allunga le sillabe per meglio comprenderle tra le maglie dell’armonia.Alla scrittura si affiancano poi l’abilità del Giovanni Truppi musicista, che si tratti di suonare pianoforte o chitarra, e la fisicità del performer, costruita in centinaia di concerti, quel piglio interpretativo sempre proteso in avanti, pronto a portarti lontano.

È soltanto ascoltandolo a fondo che il “modo” di Giovanni Truppi lascia spazio al “mondo” di Giovanni Truppi: un universo imperfetto in cui specchiarsi tra le insicurezze e le debolezze di ognuno di noi e in cui scoprire sfaccettature di umanità spesso in ombra. Un universo profondamente onesto, in grado di scavare tra i sentimenti e di sollevarsi abilmente tra ironia e sarcasmo, con una grande dose di irriverenza incapace di lasciare indifferenti.

Le parole delle sue canzoni non temono argomento, spiazzano, sorprendono. Affrontano frontalmente l’alto e il basso, la poesia e la politica, l’amore e il sesso, Dio e gli uomini. È uno dei più autentici parolieri del nostro tempo, che affianca vicende autobiografiche ad analisi filosofiche e sociali con lo stesso slancio e lo stesso spirito di verità, in nome del racconto.

“In altri tempi, secoli fa, a proposito di un accadimento importante si diceva “questo tocca ponerlo in canzone”. Ecco, in questo senso io mi sento così, mi piace immortalare cose che succedono o riflessioni, e porle in canzone, fare di questa attività il fine della mia ricerca artistica”.

Lo dimostra molto bene proprio "Tuo padre, mia madre, Lucia", la canzone che presenta al 72esimo Festival della Canzone Italiana. Classica nell’apparente impostazione e allo stesso tempo ardita e originale per metriche, struttura e per una melodia che sembra ogni volta rimanere sospesa in aria. È un brano che mette in mostra “l’anima grande di Giovanni Truppi”, per dirla con le parole di Diodato, vincitore di Sanremo 2020 e suo grande estimatore.

Un piccolo salto indietro nel tempo, ora.

Giovanni Truppi (Napoli 1981) si forma musicalmente al pianoforte, strumento al quale però preferisce, una volta sul palco, la chitarra. Cresce con un forte amore per la letteratura, ma prevale presto in lui la voglia di scrivere canzoni e di farsi conoscere e apprezzare come musicista e interprete, possibilmente su un palco. Il trasferimento a Roma e l'incontro con Marco Buccelli, suo primo produttore, batterista e compagno di live nonché coautore, è fondamentale per la realizzazione del primo disco, "C'è un me dentro di me" (2010, CinicoDisincanto/Audioglobe).

Nel 2013 arriva "Il mondo è come te lo metti in testa" (I Miracoli - Jaba Jaba Music), secondo disco praticamente suonato in due insieme al fido Buccelli e portato in giro live. È lì che Giovanni inizia a farsi conoscere e a riscuotere consensi e attenzione: la sua fisicità è carismatica, la sua carica regala una dimensione intima ed energica che letteralmente accende il pubblico.

L'apice di questa prima fase artistica arriva in occasione del terzo album, "GIOVANNI TRUPPI" (2015, Woodworm) e del tour con cui viene presentato in pubblico. Segue una fortunata serie di concerti piano e voce, per i quali smonta interamente un piano acustico per ricostruirlo in una dimensione più ridotta e dotarlo di un "plug in", rendendolo collegabile all'amplificatore come fosse una chitarra. I live di solo piano confermano ulteriormente la sua forza, seguiti con entusiasmo da un pubblico ancora crescente.

Dalle registrazioni del tour nasce "Solopiano" (2017, autoprodotto), il disco che mette a nudo le canzoni contenute nei tre album precedenti in una nuova veste, scarna ma non per questo meno potente.

Il 2017 è anche l'anno in cui firma la sua prima canzone per un film: si tratta di "Amori che non sanno stare al mondo", per la pellicola omonima diretta da Cristina Comencini. L'anno precedente, la compagnia teatrale Deflorian/Tagliarini aveva incentrato il plot narrativo dello spettacolo "Il cielo non è un fondale" (2016) sulla sua canzone "La domenica".

"Poesia e civilità" (2019, Universal) è il disco frutto di un lavoro lungo e consapevole, la cui pubblicazione - oltre a coincidere con il passaggio ad una major discografica e ad una nuova agenzia per il live - gli permette di ricevere il premio PIMI come miglior artista indipendente dell’anno dal MEI. L’album viene indicato dalla stampa e dai media come uno dei dischi italiani dell'anno, mentre il quotidiano francese "Le Monde" ne celebra musica e qualità artistiche anche Oltralpe.

Il trasloco di Giovanni da Roma a Bologna precede di poco l'arrivo della pandemia, che interrompe in qualche modo il lavoro di promozione, soprattutto live, di "Poesia e civiltà".

A breve distanza segue la pubblicazione di un EP decisamente originale: si tratta di "5" (2020, Universal), che contiene tre brani di "Poesia e civiltà" riletti con la complicità di altrettanti ospiti (Calcutta per "Mia", La Rappresentante di Lista per "Due segreti" e Niccolò Fabi per "Conoscersi in una situazione di difficoltà"), e due inediti, "Procreare", registrata con Brunori Sas, e "Il tuo numero di telefono". All'EP si affianca un libro a fumetti che contiene una rilettura dei cinque brani per immagini a cura di disegnatori come Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico, Pietro Scarnera, Cristina Portolano, Mara Cerri, Zuzu.

Il 2021 vede invece l'uscita del primo libro di Giovanni Truppi: intitolato "L'avventura" (La Nave di Teseo) e accompagnato dalla pubblicazione di una nuova canzone che porta lo stesso titolo. Il libro è una fotografia dell'Italia ritratta percorrendone la costa da ovest verso est e mette in mostra un'ulteriore sfaccettatura del talento del musicista napoletano.

Il periodo di forzata lontananza dal palco coincide con l'inizio di una nuova fase di scrittura musicale, per la quale Giovanni cerca un contatto con due autori che stima da tempo, Gino De Crescenzo "Pacifico" e Niccolò Contessa, già titolare del progetto I Cani. Con loro e con i suoi fidati collaboratori - il produttore Marco Buccelli e Giovanni Pallotti, direttore musicale dei suoi live - inizia a scambiarsi stesure di un brano che giunge in poco tempo a compimento: si tratta di "Tuo padre, mia madre, Lucia". La canzone, prodotta da Taketo Gohara e arrangiata da Stefano Nanni, viene selezionata dalla direzione artistica del 72esimo Festival di Sanremo e vale a Giovanni Truppi la partecipazione al Festival.

La canzone verrà accompagnata, a febbraio 2022, dalla pubblicazione di una raccolta intitolata "Tutto l'universo" (Universal), una sorta di ritratto d'artista attraverso quindici canzoni tra le più rappresentative della sua carriera.

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